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A.S.D JUDO CLUB GARDENA
Via Zitadela, 13 - I-39046 Ortisei (BZ)
Mobil: +39 3284762879
P.IVA: 01600500217
Codice Federale: 04BZ0729
 
Come è iniziato tutto…
Il Judoclub Val Gardena è stato fondato il 01.01.1981 da Helmut Runggaldier e Oskar Insam, entrambi di Selva.

Con 125 membri attivi iscritti nella F.I.J.L.K.A.M. il Judoclub Gardena è uno dei più frequentati di tutta la regione. Dei 125 membri, 70 sono femminili e 55 maschili, tutti di età compresa tra i 5 e 70 anni. Allenatore è Runggaldier Helmut e collaboratore tecnico è Salvadori Paolo di Bolzano, che ha vinto molte competizioni nazionali, ha partecipato a gare internazionali e per molti anni ha fatto parte del team degli „Azzurri“.

La storia:
Seryoku zenhyo: il miglior uso (massimo ed efficiente) dell’energia, fisica e mentale Ji ta kyò i: sostegno reciproco per il benessere comune Nel 1882 Jigoro Kano ha posto questi due principi come base del judo moderno. La parola Judo è costituita dalle due sillabe “ju” e “do”. Mentre “ju” significa dolcezza e flessibilità, “do” significa letteralmente via, rappresenta il concetto di cammino o principio. Judo significa dunque percorso dolce o anche percorso del cedere, per riportare la vittoria. Il judo si è sviluppato dalla tecnica di combattimento più antica Jiu-Jitsu, che non ha niente a che fare con Ju Jutsu. Jiu-Jitsu significa “arte gentile” ed è un'antica forma di combattimento di origine giapponese. Si tratta di lanci, tecniche di pugni e calci, così come soffocamento, contorcimento delle articolazioni, pugnalate e tenere stretto l’avversario. Nel Giappone feudale, soprattutto dal periodo Edo (1603-1868) si sono sviluppati scuole e stili diversi. Con la restaurazione e l’apertura verso l’Occidente, nel 1868 le arti marziali stavano per essere dimenticate. Kano, che aveva imparato il Jiu-Jitsu dai più importanti maestri del suo tempo, ha cercato i principi base di tutte queste tecniche e le ha riassunte nel 1882 come base del Gokyo. Come insegnante di scuola superiore ha voluto riportare in forma i suoi „pigri“ studenti. Ha trovato lo spirito del tempo, nel periodo del crescente nazionalismo in Giappone. Ciò ha portato a un divieto di judo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Jigoro Kano
(1860 - 1938)
Il rigoroso, tradizionale ruolo di insegnante-studente di Kano, ha portato il judo sotto il sospetto di una formazione paramilitare. Kano interpretò questo sport come una formazione completa per il corpo e la mente. Oltre alla conservazione delle tradizioni, voleva insegnare la calma e la concentrazione, in un tempo sempre più frenetico. Dato che dal 1890 il judo è stato una materia obbligatoria con addestramento militare nelle scuole giapponesi, dopo la Seconda Guerra Mondiale sono passati alcuni anni, finché il judo fu di nuovo permesso come sport. Anche in Germania tutte le arti marziali sono state proibite da parte degli alleati. Nel 1882 Kano fondò la scuola del Kodokan (un luogo per lo studio o la promozione della via). Strettamente legato alla religione buddista, Kano iniziò a diffondere i suoi insegnamenti. La manifestazione della religione si riconosce nell’allestimento del Dojo (sala formazione) con seduta d’onore elevata per il maestro e immagini di grandi maestri sulle pareti (ancora oggi nei Dojo si possono trovare molte immagini di Kano). Tutte le tecniche immediatamente letali sono state proibite. Le tecniche di pugni e calci, così come attacchi sulle dita e sulle articolazioni di piede e gamba, sono stati esclusi dal programma di formazione. L’allenamento si svolgeva su stuoie di paglia di riso (tatami), per abbassare il rischio di lesioni.
   
(fonte: http://www.arashi-berlin.de/Judo-Geschichte.htm)